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Ieri è ufficialmente iniziata anche in Basilicata la stagione dei saldi. Così come prevede l’art. 22 della legge regionale n.19/99, i negozi potranno vendere a prezzi convenienti per il consumatore “i prodotti di carattere stagionale o di moda suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Ma il responsabile dell'Ascom Potenza, Marco Trotta, è scettico sulla possibilità del settore commerciale di recuperare in occasione dei saldi il magro bilancio dei messi passati. “Le vendite di fine stagione – dice Trotta - arrivano in un periodo di notevole riduzione dei consumi, falcidiati dagli aumenti dei prodotti energetici (benzina, gas, energia elettrica) e dei servizi pubblici essenziali (acqua, telefonia) e, pertanto, non si prevede una crescita consistente delle vendite”.
Trotta punta l'indice anche sulla deregulation selvaggia che danneggia i commercianti onesti e gli stessi consumatori. Secondo il responsabile dell'Ascom “la mancata previsione da parte della legge regionale di un periodo antecedente ai saldi, di almeno 40 giorni, in cui vietare ogni forma di vendita promozionale, così come del resto era previsto nella legge precedente alla riforma Bersani e come prevedono le legislazioni di altre regioni italiane, ha di fatto concesso la possibilità di anticipare i 'saldi' già dal mese di giugno attraverso l'escamotage delle vendite promozionali”.
“La mancanza di regole e la facilità di ricorrere a pratiche di concorrenza sleale – denuncia Trotta - collegata alla difficoltà degli enti locali di effettuare controlli diffusi sul mercato, alla lunga crea danni anche al consumatore, che non ha il tempo e la possibilità di controllare i prezzi e gli sconti reali prima e dopo i saldi. Col risultato che allo stato attuale non c’è alcuna differenza tra il commerciante serio, che differenzia lo sconto sulla merce della stagione in corso rispetto a quella degli anni precedenti, rispetto a chi ritocca i prezzi per giustificare uno sconto più alto anche sui fondi di magazzino”.
Come difendersi dalle truffe e dai raggiri? L'Ascom lancia un vero e proprio decalogo del buon saldo. Meglio recarsi presso il negozio di fiducia, così da avere la possibilità di verificare la serietà dell’esercente e diffidare di chi pratica su tutta la merce sconti del 50% che, ricorda l'associazione di categoria, sono giustificati solo in casi eccezionali come le liquidazioni per cessazione dell’attività commerciale, cessione dell’azienda, trasferimento dell’azienda o rinnovo dei locali.
L'Ascom mette in guardia in consumatori anche dalla pratica molto diffusa della vendita dei prodotti attraverso i cosiddetti “outlet”, negozi che vendono le rimanenze dei prodotti di marca solo degli anni precedenti all’anno in corso. Si tratta cioè di fondi di magazzino che le industrie non riescono a vendere attraverso la rete dei negozi. Altre pratiche di cui diffidare sono i negozi “meteora” che arrivano sulla piazza locale da altre regioni, annunciati da un tam tam pubblicitario che reclamizza sconti pari o superiori al 50%. Anche in questo caso, avverte l'Ascom, si tratta di rimanenze di prodotti, disassortiti, che vengono spostati da un negozio all’altro.
