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Indice della fiducia in caduta libera per le imprese del commercio e dei servizi secondo l'ultima rilevazione dell'Isae. Il clima di di fiducia delle imprese commerciali ha subito a maggio una nuova flessione. L'indice considerato al netto dei fattori stagionali si attesta a 96 (99,1 in aprile); peggiorano nuovamente i giudizi sull’andamento corrente degli affari e si intensifica l’accumulo di scorte;
le imprese si attendono però un’evoluzione più favorevole delle vendite nei prossimi mesi. Tra le serie che non entrano nella definizione della fiducia, continuano a migliorare le aspettative a breve termine circa il mercato del lavoro ed il volume degli ordini; sul fronte dei prezzi, i giudizi segnalano una nuova accelerazione della dinamica corrente, ma gli intervistati dichiarano di voler ritoccare al ribasso i propri listini di vendita nei prossimi tre mesi. L’indebolimento della fiducia riguarda entrambe le tipologie di vendita, ma è più intenso nelle grandi imprese commerciali: l’indicatore destagionalizzato scende da 101,4 a 99,1 nella distribuzione tradizionale e da 94,4 a 90 in quella “moderna”.
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In flessione anche l’indice grezzo relativo alle imprese di servizio (-3), in forte caduta sia rispetto al mese precedente (quando era pari a 14) sia nel confronto - che non risente di fattori stagionali - con il giugno 2004 (quando l’indicatore si era attestato a 15). Il calo riguarda tutte e tre le variabili componenti l’indice: scendono rispettivamente da 39 a 18 e da 35 a 16, in termini di saldo, giudizi e previsioni sul portafoglio ordini; cala da -31 a -42 il saldo relativo alle attese a breve termine sulla situazione economica del paese. Tra le variabili non componenti l’indice, segnali sfavorevoli provengono da giudizi e aspettative su fatturato e occupazione. Dal lato dei prezzi, si segnala una ulteriore riduzione del saldo; questo mese, tuttavia, il calo riguarda soltanto i servizi alle famiglie. Il calo della fiducia è particolarmente marcato nei servizi alle famiglie (a -1, da 20 di maggio); l’indice scende anche in quelli alle imprese (a -5, da 8) e cresce, per contro, nei finanziari (a 12, da 7), grazie soprattutto ad aspettative favorevoli sulla tendenza dell’economia; nel giugno dello scorso anno, il clima di fiducia nei servizi alle famiglie, finanziari e alle imprese, era pari rispettivamente a 32, 12 e 0. A livello territoriale, la fiducia peggiora in tutte le ripartizioni attestandosi a 4 (da 12) nel Nord Ovest, a -15 (da 38) nel Nord Est, a -2 (da 14) al Centro e a -28 (da 1) al Sud.
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